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“E se Dio non esistesse? Se avesse ragione Rakitin, quando
dice che è un’idea creata artificiosamente dall’umanità? Allora, se Dio non
esiste, l’uomo è il re della terra, della creazione. Magnifico! Però come
farà ad essere virtuoso senza Dio? (…) Perché la virtù che cos’è? Rispondimi
Aleksèj. Per me è una cosa, per un cinese un’altra, dunque è una cosa
relativa. Oppure no? Oppure non è relativa? è un problema insidioso.” Così Mitja nei “Fratelli Karamazov” di Dostoevskij
(parte IV, libro XI, cap. IV), e più sotto “Allora, se è così, tutto è
permesso?” Davvero se Dio non esiste tutto è permesso, oppure si
possono comunque individuare principi e criteri di comportamento validi per
tutti? |
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Per approfondire il tema si possono leggere alcuni
articoli pubblicati su “Il Sole 24 ore” tra aprile e maggio 1999: Può valere la pene vedere anche un’intervista ad André Glucksmann pubblicata da “Il Messaggero” il
18/4/2000; tutti i testi sono stati prelevati dalla preziosa rassegna stampa
dello SWIF. |